Per realizzare un pavimento di un'area protetta EPA, sono possibili vari metodi.
La resinatura ESD
In uno stabilimento ci possono essere varie aree con movimentazioni di carichi pesanti ed allora la scelta tecnicamente più indicata diventa quella della resinatura, ma non sempre è possibile. Difatti, per fare un lavoro fatto bene con la resinatura, è necessario poter avere l'area libera, bisogna verificare l'assenza di umidità di risalita, bisogna livellare e pre trattare il fondo prima della posa.
Le resine ESD vengono applicate allo stato liquido, creano una superficie continua priva di giunti e consentono una estrema facilità di pulizia, si presentano con una superficie lucida, con colori a scelta, che consente il traffico di carrelli elevatori e transpallet.
Le piastrelle autoposanti ESD
In alternativa alla resinatura ci sono le piastrelle autoposanti in PVC che facilmente si adattano anche su pavimenti parzialmente usurati o parzialmente danneggiati. Presentano una facilità estrema di posa, si posono adattare agli ambienti con un semplice taglio a misura ed hanno una durata elevata, per contro non sopportano carichi in movimento superiori ai 4-500Kg, qualora siano solo appoggiate. Ogni piastrella del peso di 2,5Kg circa, viene incastrata l'una all'altra formando una supeficie omogenea con una micro fessurazione lungo l'incastro. Le piastrelle consnetono inoltre di poter venire sostituite facilmente in caso di danneggiamenti come anche di venire smontate e riposizionate in altri ambienti nel giro di pochi minuti.
SI adattano molto bene alla protezione di aree ridotte, come anche alla realizzazione di corsie protette.
